domenica 23 ottobre 2011

Si può ingrassare per mancanza di amore?



Sara è una trentenne con qualche chilo di troppo è così da quando era bambina. Il suo problema è che quando arriva a casa dopo una estenuante giornata di lavoro sente come un raptus, come se qualcosa la possedesse e, anche se la ragione le dice non farlo, le sue emozioni hanno la meglio e si ritrova ad ingoiare del cibo che consuma non per piacere ma quasi come se fosse un dovere.

E' preda delle sue emozioni che le fanno perdere il controllo e quando termina le sue abbuffate invece che sentirsi bene si sente triste e sola, qual vuoto che prova a riempire con il cibo è incolmabile e mangiare non è certo la soluzione al problema.

Cosa accade quando il cibo diventa una falsa soluzione alla solitudine

Sarà è vittima di un problema chiamato bulimia nervosa, una forma di disagio che colpisce maggiormente le donne e che può portare ad usare comportamenti compensatori(come ad esempio vomitare oppure sottoporsi a pesanti diete). E' una stimata professionista e la sua vita è lo specchio della passione e dell'impegno che lei ha messo nelle cose che fa, nonostante sia molto giovane è riuscita a superare le difficoltà ed a raggiungere molti successi in un campo difficile e competitivo sopratutto per una giovane donna. Quello delle abbuffate è per lei un grosso fallimento.

E' convinta che il suo problema sia il rapporto con il cibo dice"la mia vita è perfetta il mio unico problema è il cibo" quindi mi chiede "parliamo del cibo e basta!"

Come nasce il problema delle abbuffate?

Quello che Sara non sa ancora è che in realtà è preda di quello che Daniel Goleman chiama rapimento emotivo. Il rapimento emotivo avviene quando razionalmente sai cosa dovresti fare ma le tue emozioni hallo la peggio sulle tue emozioni e così ti ritrovi a pensare solo dopo aver agito. Alla base di questo comportamento c'è una forma di autoipnosi negativa così forte che ti può spingere ad agire guidato dalla paura. Lavorandoci in ipnosi Sara ricorda di aver iniziato a fare così da piccola quando le accadeva di sentirsi molto sola e allora andava in cucina e si faceva un panino.

Come vincere le abbuffate e superare la bulimia

Sarà inizia a rendersi conto che nonostante sia costantemente circondata da colleghi, amici e familiari in realtà si sente profondamente sola, e dentro la sua mente si ripete senza volerlo"io non sono importante, nessuno mi ama".

Come abbiamo descritto nell'ebook "Amore, come posso parlarti?" queste forme di autosuggestione negativa di cui Sara è vittima è un quello che abbiamo definito un "incantesimo", una forma di pensiero automatico che nasce dalla paura e che, può spingerti a mangiare ed ingrassare per disperazione.

Guidati dalla paura si cerca di porvi rimedio con il cibo mentre in realtà la soluzione parte dall'essere aiutati a trovare i giusti "antidoti" ai nostri incantesimi. E' possibile superare queste forme di autoipnosi negativa ed arrivare a "sentire con il cuore" che possiamo amare noi stessi e lasciare che gli altri ci amino, allontanarsi dalla paura di essere condannati a vivere soli e senza amore.

Tu cosa ne pensi?
Ti auguriamo una splendida giornata,
Dott. Manuel Mauri & Dott. Mauro Barachetti.

p.s. Grazie dei commenti che stai lasciando sul blog di Bruno Editore, se ancora non l'hai fatto puoi farlo adesso!

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venerdì 7 ottobre 2011

Come superare il timore di amare con Facebook




Trovare l'amore su Facebook


Carlo ha 50 anni, è professore di storia e filosofia ed è single, almeno fino al momento in cui attraverso Facebook riesce a trovare ed a perdere il suo primo vero amore.

Vive con la madre ha cinque sorelle, 7 nipoti e proprio grazie all'insistenza di quest'ultimi si iscrive su Facebook convinto che perderà l'interesse per la cosa da li a poco.

In realtà si appassiona rapidamente, ritrova vecchi compagni di scuola e conoscenti e proprio commentando la foto di un'amica comune Carlo conosce quella che diventerà il suo primo vero amore, una trentenne spagnola di nome Caetana.

Trovare l'amore su Facebook e conoscersi realmente

Commentando in spagnolo una foto di un'amica comune Carlo attira l'attenzione di Caetana che rimane così colpita da chiedergli l'amicizia. Tra i due inizia una conoscenza fatta da scambi scherzosi, osservazioni e commenti che dopo qualche tempo assumono toni sempre più seri e personali.

Parlano e si confidano, i propri vissuti , le proprie paure, i propri desideri e Carlo forse per la prima volta nella sua vita riesce ad aprirsi con qualcuno; essere in grado di parlare liberamente delle proprie paure ed insicurezze è liberatorio e gli dona quella leggerezza che mancava nella sua vita. Caetana gli confessa di essersi innamorata e lui la raggiunge a Barcellona.

Perdere l'amore e imparare qualcosa su se stessi

I due si lasciano travolgere dalla passione e così Carlo torna in Italia pieno di progetti aspettando che lei da a li a due mesi lo raggiunga. Lui si sente sicuro e tranquillo con la sua mano stretta in quella Caetana tanto da farlo sentire "in cima al mondo" anche se non riesce a spiegarsi cosa lei ci trovi in lui.

Tutto prosegue bene durante la sua visita in Italia fino a che a pranzo in bel ristornate in collina tra il verde e la pace lei dice:" Deve essere bello vivere qui".

Da qual momento in poi Carlo non sa bene cosa gli accada ma inizia a provare un' ansia che gli stringe la gola una sensazione che lo tormenta per tutto il tempo che lei si ferma in Italia e che lo abbandona solo nel momento in cui ritorna in Spagna. Nonostante Caetana sia un pensiero fisso Carlo inizia ad evitare i suoi inviti, inventa delle scuse ed in balia delle sue paure si allontana da lei finendo col perderla.

Come superare il timore di amare

Nel momento in cui Caetana pronuncia la frase "deve essere bello vivere qui" Carlo viene assalito da una terribile ansia. Una parte di lui pensa continuamente a lei e alla voglia di stare insieme, mentre un'altra parte della sua mente è bloccata dalla paura, si trova in preda a un timore profondo.

Questo tipo di paure sono forme molto potenti di autoipnosi negativa quella che nell' ebook "Amore, come posso parlarti?" abbiamo chiamGrassettoato "incantesimi". L'incantesimo è una forma di paura che si genera nelle relazioni quando passiamo da avere un dubbio( ad esempio su una decisione che dobbiamo prendere "sarò in grado di starle vicino?" ) al provare un'intesa paura.

Carlo vorrebbe andare da lei e cominciare una vita insieme, ma l'incantesimo di cui è vittima è una potente suggestione che prende forma con pensieri quali "ma sono davvero sicuro di essere pronto per una relazioni, e se poi soffrissi?" . Mentre una parte di lui desidera uscire dal suo "recinto della solitudine" un'altra parte ha paura di non esserne in grado.

Per uscire da queste situazioni è importante sostituire questi incantesimi con quelli che abbiamo chiamato antidoti. Un antidoto è una forma di autoipnosi positiva, che al contrario dell'incantesimo non nasce dalla paura ma dall'amore. Quando attraverso un antidoto "sciogli" un incantesimo puoi superare il timore e tornare quindi ad amare davvero.

Tu cosa ne pensi?

Ti auguriamo una splendida giornata,
Dott. Manuel Mauri e Dott. Mauro Barachetti

p.s. Se vuoi conoscere i 4 incantesimi che danneggiano i rapporti di coppia e i 4 antidoti che ti aiutano a superare il timore di amare ti consigliamo l'ebook "Amore, come posso parlarti?" dove attraverso esempi pratici e casi reali dove scopri come liberarti dalla paura e attrarre il vero amore .

p.p.s. In questo numero anche la rivista Confidenze raccomanda "Amore, come posso parlarti?" il manuale pratico per comprendere se stessi e gli altri!



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venerdì 23 settembre 2011

Come superare la paura di amare e ritrovare il vero amore?


Come superare la paura di amare attraverso il vero amore

Molto spesso ci capita di ricevere richieste di auto da parte di persone che soffrono per amore. Single che non riescono più a creare una relazione profonda con l'altro e coppie che vivono situazioni di disagio e frustrazione nel rapporto con il proprio partner.

Ascoltando questi racconti ti rendi conto di come l'amore è spesso vissuto con paura e sia fonte di frustrazione. Non riuscire a trovare un "partner giusto" o non riuscire a vivere una relazione di coppia in modo completo e sereno sono le situazioni più comuni.

A volte si arriva a credere che la sofferenza sia l'effetto di amore non ricevuto in passato, altre volte dall'idea di non essere capaci di farsi amare da chi abbiamo intorno. La conseguenza è una ricerca disperata di amore nell'altro che a lungo termine porta a vivere sofferenza e solitudine.

Sembra proprio che queste persone abbiano perso per strada un concetto tanto semplice quanto chiaro: il vero amore non proviene dall'amore che ricevi ma dall'amore che tu dai a te stesso.

Più impari ad amare te stesso, più aumenta il tuo valore, più sei in grado di provare amore per te stesso più gli altri ti ameranno.

E' un concetto che possiamo semplificare in pratica con un esempio che noi chiamiamo la "posizione del mendicante". Se osservi un mendicante per strada nella maggior parte dei casi ti è possibile riconoscerlo perché ha un aspetto esteriore trascurato: capelli non curati, abiti laceri e sporchi e così chi gli si avvicina gli da qualcosa per pietà o compassione.

La stessa cosa accade quando trascuri te stesso emotivamente: se trascuri le tue emozioni i tuoi bisogni, le tue aspettative mendicando l'amore degli altri non ricevi amore dalle persone ma al massimo la loro compassione. Se non ti prendi cura di te non permetti agli altri di mostrarti il loro amore.

Come superare la paura di amare e mantenere vivo l'amore


Dopo aver imparato a creare il vero amore bisogna anche mantenerlo vivo.

Sicuramente avrai sentito dire almeno una volta che nella coppia è importante comunicare.
Il problema è che quando ci si prova si vede che molto spesso conduce invece che a rafforzare il legame con il partner ad incomprensioni e litigi che lo allontano.A volte vorremmo comunicare le nostre emozioni i nostri bisogni le nostre aspettative ed i nostri desideri ma la paura può arrivare a bloccare qualsiasi tentativo.

Si genera nella persona una forma di autoipnosi negativa estremamente potente che può portare ad evitare di comunicare per paura di soffrire di più di quanto già si stia soffrendo.

Le suggestioni nascono con pensieri quali: " anche se ne parlo non cambia cambia niente" oppure "andrò in contro ad inutili discussioni" oppure "tanto non mi può capire". Intrappolati in questi meccanismi che nascono dalla paura le persone si allontano sempre di più finendo per vivere il rapporto come una frustrante routine e sentendosi sempre meno amati.

Per superare queste situazioni bisogna riconoscere e liberarsi da queste suggestioni che nascono dalla paura. Ricorda: la paura vuole farci credere cose che l'amore sa non essere vere.

Come condividere l'amore e creare il contatto con il partner

Superare le proprie paure ci apre alla possibilità di comunicare con il nostro partner ma prima di farlo dobbiamo essere certi di cosa comunicare e soprattutto di come comunicare!

Oscar Wilde diceva:" Le cose peggiori sono state fatte con le migliori intenzioni". E allora capita che se non sappiamo come comunicare con il nostro partner si ferisca chi si vuole bene ed anche se la nostra intenzione era quella di farlo stare bene si ottenga il risultato opposto.

Esistono delle semplice regole di buona comunicazione da seguire all'interno della coppia che permettono di prevenire questo tipo di spiacevoli situazioni e contribuiscono a consolidare il rapporto. Imparare a comunicare da "cuore a cuore" sapendo come fare può prevenire scenate di gelosia, sentimenti di abbandono e opprimenti silenzi nella vita di coppia lasciandoti libero di vivere il vero amore.

Tu cosa ne pensi?

Ti auguriamo una splendida giornata,
Dott. Manuel Mauri & Dott. Mauro Barachetti

p.s. Per approfondire questi argomenti abbiamo scritto l'ebook "Amore come posso parlarti?" . Attraverso strategie provate e casi reali puoi scoprire come migliorare le tue relazioni e creare il vero amore.




sabato 10 settembre 2011

Giocare a carte può aiutare a conoscere meglio se stessi e gli altri?



Ciao,
giocare a carte può aiutare a conoscere meglio se stessi e gli altri?

In questo numero della rivista Confidenze, ci siamo occupati del caso di Lina che giocando a burraco con le amiche ha imparato a capire meglio se stessa e gli altri.

Da qualche tempo Lina si organizza con le amiche per passare la domenica pomeriggio a giocare a carte e questo gioco le permette di mettersi a confronto con loro in modo diverso rispetto al solito. Conoscendosi da anni infatti ognuna di loro tende a mostrare un'immagine di se stereotipata che spesso coincide con l'immagine che gli altri hanno di noi.
Grazie al gioco, è possibile staccarsi da questa immagine facendo emergere aspetti del proprio carattere che altrimenti rimarrebbero nascosti.

Conoscere se stessi osservando gli altri

Durante una partita con le sue amiche Sara e Caterina, succede qualcosa di inaspettato..Sara scoppia a piangere e urla in faccia a Caterina (che è in coppia con lei): "Mi hai sempre trattata male, mi vuoi insegnare tutto. Non ti sopporto più!".

Sara conosce Caterina da quando avevano rispettivamente 18 e 28 anni e Caterina ha sempre trattato Sara come una bambina incompetente da sgridare e a cui far notare ogni minimo sbaglio od errore.

Dopo essere stata ripresa più volte da Caterina durante il gioco Sara scoppia in lacrime e riesce finalmente a dire che non accetta più quell'atteggiamento che va vanti da una vita, non ce la fa più ad accettare di essere trattata come un'imbranata pretende di essere trattata come un adulta. Questa reazione le permette di superare quella che per lei era diventata una fonte continua di umiliazione e silenziosa sofferenza che da anni portava faticosamente sulle proprie spalle.

Il gioco ha il potere di lasciare cadere per un istante l'immagine che abbiamo di noi stessi e l'immagine che gli altri hanno di noi. Assorbiti dal gioco possiamo compiere quello che in ipnosi viene chiamata dissociazione ovvero liberarci da idee e convinzioni limitanti e trovare la forza per avere più fiducia in se stessi.




Conoscere se stessi osservandosi

Il gioco ed il meccanismo di dissociazione che si crea può essere un mezzo anche per scoprire qualcosa su di se di cui normalmente non si è consapevoli.

Lina riconosce che tra le sue amiche nessuna è particolarmente imbranata, se la cavano tutte abbastanza bene. A volte è successo che qualcuna proponesse di giocare a soldi.

In questi casi scatta qualcosa di insolito all'interno dei pensieri di Lina: quando perde dice tra se e se:"Ho perso come sempre perché non sono fortunata a carte." Quando invece le capita di vincere è contenta ma turbata:"E' come se non mi sentissi autorizzata a vincere" ed inizia a provare disagio.

Non è raro incontrare persone che quando vengono premiate (con attenzioni, denaro, attestati di stima o complimenti) rifiutano queste osservazioni o cercano di sminuirle dicendo"Ci sarebbe riuscito chiunque", oppure "lo dici solo per farmi un piacere" o anche "non me lo merito".

Atteggiamenti come questo nascono spesso in chi ha una bassa autostima : quando ottiene un successo invece che provare soddisfazione prova disagio, sminuisce i propri successi perché pensa di non meritarlo. Quando fallisce in qualcosa soffre più degli altri perché vede l'evento come la prova della sua profonda incapacità o incompetenza.

Migliorare la propria autostima spesso risulta difficile per queste persone. Desiderano stare bene ma non sanno come fare, tendono a nascondere questo disagio che se non viene trattato può diventare causa di problemi e difficoltà sia nella relazione con se stessi che nella relazione con gli altri.

La difficoltà ad uscire da queste situazioni è data dal fatto che si diventa preda di pensieri ed emozioni negative che, come nel caso di Lina, scattano automaticamente dentro di se e su cui a volte si ha la sensazione di non poter far nulla finendo così per diventare preda delle proprie paure.

Attraverso le tecniche di autoipnosi è possibile prendere distanza da questi pensieri negativi e liberarsi dalla paura e dalla preoccupazione. Liberarsi dalla sensazione di essere prigionieri delle proprie paure consente di provare un'immediato sollievo e di avere la possibilità di vivere serenamente la propria vita.

Tu cosa ne pensi?


Ti auguriamo una splendida giornata,

Dott. Manuel Mauri e Dott. Mauro Barachetti


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Se hai bisogno di aiuto per gestire le tue emozioni negative e i tuoi pensieri negativi puoi contattarci a questo indirizzo:


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giovedì 25 agosto 2011

Timidezza: vorrei conoscerlo ma non mi sento all'altezza!



In questo numero della rivista Confidenze ci siamo occupati del caso di Franca, una ragazza preda di quella che si può definire timidezza cronica.


Franca studia archeologia e si innamora di Carlo un suo compagno di Università molto bello e popolare. Carlo la invita ad una festa a casa sua e mentre gli altri ballano e si divertono lei preferisce stare in disparte. Dice di se stessa:
"la timidezza mi impedisce di relazionarmi con gli altri, tanto da essermi ormai abituata stare da sola".

Cos'è la timidezza?


La timidezza è un tratto caratteristico di chi in situazioni sociali ha comportamenti di esitazione accompagnati a sensazioni di disagio.

Generalmente il timido tende a:

  • evitare il contatto visivo quando ha un dialogo con qualcuno;
  • pensa di non aver niente da dire o che quello che ha da dire non è interessante;
  • si sforza di controllare le proprie emozioni;
  • evita le occasioni in cui potrebbe trovarsi al centro dell'attenzione.
  • utilizza comportamenti molto formali anche in situazioni che non lo richiedono.
La persona timida tende ad utilizzare due stili di relazione con le persone: sottomissione o aggressività. Chi utilizza lo stile sottomissione tende a chiedere scusa per qualsiasi cosa ed è facile che abbia maggior facilità ad arrossire per nulla. Chi utilizza lo stile aggressivo reagisce alle sue sensazioni di inadeguatezza mostrando arroganza e spavalderia che in realtà nascondono una bassa autostima.

Come superare la timidezza?

Una persona timida è molto spesso una persona estremamente sensibile che vive pensando che tutti gli occhi delle persone siano li per giudicarla, per mostrare qualche suo ipotetico difetto o errore.


Quando si trova in una situazione in cui non conosce le persone che andrà ad incontrare si genera inconsapevolmente dentro di lei una forma di autoipnosi negativa estremamente potente che finisce per suggestionarla a tal punto da farla
esitare o evitare situazioni in cui crede che avrà tutti gli occhi addosso di chi è li per giudicarla negativamente.

Le suggestioni nascono con pensieri del tipo “e se dico cosa banali", "e se mi giudicassero male" e in alcuni casi anche "e se non fossi all'altezza della situazione”. Intrappolate in queste suggestioni le persone finiscono per concentrare tutta l'attenzione sul non commettere errori e quindi si isolano dagli altri vivendo molto spesso situazioni di pesante solitudine.


Per superare queste situazioni è necessario avere degli strumenti che aiutino la persona a diventare consapevole e liberarsi di queste forme di autoipnosi negativa che sono estremamente potenti e difficili da riconoscere proprio perché sono messaggi automatici che nascono da dentro si sé.

Una volta liberi da che queste suggestioni negative si è finalmente liberi dalla paura eccessiva del giudizio e si può iniziare a vivere le relazioni con le persone che non si conoscono con maggior serenità e soddisfazione.

Tu cosa ne pensi?

Ti auguriamo una splendida giornata,

Dott. Manuel Mauri e Dott. Mauro Barachetti


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sabato 13 agosto 2011

Com'è il tuo cervello in Amore? Cervello, amore e salute

Come si modifica il tuo cervello quando provi amore?

Le prestazioni cerebrali tendono a peggiorare con il passare degli anni, ma è possibile fare qualcosa non solo per rallentarne il declino ma per incrementarle?

Cosa centra tutto questo con l'amore?

Daniel G.Amen, neuroscienziato e ricercatore di fama mondiale da anni si occupa della relazione tra l'attività cerebrale e salute. Grazie ai suoi studi sono stati messi a punto metodi che possono migliorare le prestazioni e mantenere la funzionalità del cervello anche in età avanzata.

Cervello, Amore e Felicità

Nel suo ultimo libro "Il cervello in amore" vengono illustrate evidenze scientifiche che supportano l'idea che l'attività sessuale influenzi le prestazioni cerebrali, il tutto con uno stile chiaro da comprendere anche per chi non è del settore.

Attraverso aneddoti, storie reali e dati scientifici, Daniel Amen dimostra come sia importante per mantenere la funzionalità cerebrale la stabilità di una relazione romantica e una vita sessuale sana e soddisfacente. Il contatto fisico tra i partner aumenta il rilascio dell'ormone ossitocina che fa crescere la fiducia, mentre riduce i livelli di cortisolo, l'ormone dello stress cronico.

Si è osservato che in generale le persone con vite sessuali soddisfacenti sono meno ansiosi, meno violenti e meno ostili.

Cervello, Amore e Longevità

E' importante potenziare il più grande organo sessuale del corpo(ovvero il cervello) e utilizzarlo per legarsi intimamente con un altra persona.

In uno studio indicato nel libro viene mostrato come diverse Università abbiano da tempo dedicato del tempo allo studio di come la longevità sia influenzata oltre che da altri fattori anche dalla frequenza dei rapporti, e dalla qualità delle relazioni intime.

La Queen's University di Belfast ha condotto uno studio esaminando circa 1000 uomini di età compresa tra i 45 e i 59 anni e ne ha monitorato l'attività sessuale registrando la frequenza dei rapporti ogni settimana e ogni mese.

A distanza di 10 anni i ricercatori scoprirono che il tasso di mortalità per qualunque causa era doppio tra gli uomini sessualmente meno attivi rispetto al gruppo più attivo.

La sessualità ed il rapporto tra cervello e amore viene influenzato dalla nostra capacità di creare un rapporto affettivo soddisfacente, dalla capacità di sentirci e fare sentito desiderati.

Molto spesso chi ci richiede un aiuto perché all'interno della coppia si stanno avendo relazioni difficili tra i partner, ha anche dei problemi sessuali di diverso tipo. Questo può far peggiorare le prestazioni cerebrali e fare insorgere stati d'ansia e depressione.

Ma è solo il piacere o il contatto fisico ed emotivo che si instaura nel rapporto sessuale a migliorare la qualità della vita?

Qual'è la tua opinione?

Avevi mai sentito parlare del legame tra cuore cervello e amore?

Se hai bisogno di aiuto per superare una crisi di coppia o per ricominciare dopo la fine di una relazione puoi contattarci a questo indirizzo:
Contatti

Ti auguriamo uno splendido ferragosto!

Dottor Mauri & Dottor Barachetti

P.S. per tutto il mese di Agosto abbiamo deciso di regalare una Consulenza Privata via Skype di 50 minuti a te che leggi il nostro blog e sostieni il nostro lavoro e sono rimasti ancora posti approfittane adesso! Manda una mail a Contatti scrivendo " Consulenza Promozione Agosto!".

p.p.s. Dal 22 di Agosto si apriranno le iscrizioni al corso "Migliora l'Autostima con l'Autoipnosi" e per un periodo limitato potrai iscriverti usufruendo del 50% di sconto!

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giovedì 28 luglio 2011

Comunicazione Non Verbale: Cosa Significa Sbattere i Pugni sul Tavolo?


Ciao ti è mai capitato di sbattere i pugni sul tavolo?

Settimana scorsa Radio Monte Carlo ci ha intervistato per rispondere a questa domanda: quale significato ha sbattere i pugni sul tavolo?

Ecco l'intervista:


Come mai le persone sbattono i pugni?

Sbattere i pugni serve ad esprimere un'emozione, la rabbia.

Da un punto di vista generale esprimiamo rabbia quando ci sentiamo impotenti.

La rabbia è un'emozione che può portare le persone a perdere il controllo e poi a sentirsi in colpa perché "accecati dalla rabbia" si commettono cose che a "mente fredda" non sono conformi all'idea che abbiamo di noi stessi.

Esistono diverse fonti che possono condurre alla rabbia, ad esempio quando viene bloccato un nostro proposito o quando sentiamo di subire un'ingiustizia e in quei casi una forma di autoipnosi negativa si impossessa di noi generando pensieri quali :"Non è giusto..gli e la devo fare pagare..non mi merito tutto questo..come si permette" e se non sappiamo come contenere la rabbia questo può dar luogo a comportamenti di cui poi ci dispiaceremo in futuro.

Se sei interessato a studiare meglio le emozioni ti consigliamo questo testo di Paul Ekman "Giù la maschera":

Giù la Maschera


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Contatti

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Dottor Manuel Mauri & Dottor Mauro Barachetti

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Ci siamo accorti infatti che in molte persone tramite il blog e Facebook entrano in contatto con noi e sono curiosi di sapere come l'Ipnosi e l'Autoipnosi possano essere utili a migliorarsi, così grazie a questa opportunità anche chi ci segue e magari non riesce a raggiungerci dal vivo può approfondire i temi che maggiormente gli stanno a cuore.

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